Sede

La sede, inaugurata il 17 febbraio 2007, si trova a Palermo via Terrasanta 82.

E’ un appartamento di 198 mq. confiscato alla mafia, avuto in concessione dal Demanio, interamente ristrutturato.

La Fondazione oggi ospita complessivamente circa 8.300 libri e 223 faldoni dell’archivio storico. La Biblioteca e l’Archivio sono stati negli anni oggetto di un lavoro scientifico di riordino e catalogazione direttamente condotto dalle rispettive Sovrintendenze del Ministero dei beni culturali e svolgono servizio al pubblico.

In questo modo è stata resa accessibile a studiosi, studenti, semplici cultori della materia con un servizio di apertura quotidiana dei locali, come documentano le numerose visite studentesche organizzate negli anni di concerto con gli Istituti scolastici.

Più in dettaglio:

1. la Biblioteca di Giuseppe Tricoli composta di 5.000 volumi che “consegnano alla collettività – come si legge nella relazione della Sovrintendenza dei beni culturali che nel 2005 ne ha stimato il valore in 150.000 euro – non solo il ritratto dello studioso, ma anche una Biblioteca specializzata in studi storico-politici”. Al nucleo principale dei testi storici all’interno del quale occupano una posizione di rilievo i testi di storia della Sicilia, storia del Risorgimento, storia della politica italiana e storia della mafia. Sono particolarmente numerose le opere sulla Sicilia: monografie sulla storia, letteratura, architettura e arte siciliana, cui si aggiungono opere d’interesse etno-antropologico (Pitrè, Salomone-Marino, etc…);

2. l’Archivio documentario personale di Giuseppe Tricoli giudicato di “rilievo storico particolarmente interessante” dalla Soprintendenza archivistica per la Sicilia del Ministero per i Beni e le Attività culturali che nel 2005 ne ha stimato il valore in Euro 50.000 “in quanto i suoi 98 faldoni “consentono di ricostruire le vicende più significative della storia siciliana”;

3. Biblioteca, Archivio ed epistolario di Gaetano Falzone, storico del Risorgimento, della cultura siciliana e del fenomeno mafioso. Complessivamente 3.000 libri e 125 faldoni d’archivio, “testi e documenti di raro valore – a giudizio documentato della Sovrintendenza archivistica che ha condotto il lavoro di riordino e catalogazione – soprattutto nell”ambito degli studi sul Risorgimento e sulle tradizioni popolari siciliane” e una ricca corrispondenza epistolare con autorevoli protagonisti italiani e stranieri della cultura del ‘900.